Progetto Afasia

Intervento, ricerca e accompagnamento sociale


Afasia

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Comunemente l'afasia viene definita come una disabilità acquisita che interessa la sfera del linguaggio parlato, compreso, letto, scritto. Subentra in seguito ad una lesione cerebrale che può essere conseguenza di una patologia vascolare (ictus, emorragia cerebrale, etc.) o di un trauma cranico.
Di fatto, però, quando si parla di persone afasiche definire univocamente cosa è l'afasia rischia di essere davvero riduttivo. Non parlare più bene come prima, può comportare infatti parecchie complicazioni per le persona, per cui l'afasia potrebbe diventare qualcosa di più complesso rispetto al puro danno linguistico. Il danno cognitivo rappresenta infatti un cambiamento con cui la persona, ed i suoi familiari, devono convivere. Un cambiamento che può avere effetti secondari molto diversi da caso a caso e che può coinvolgere la persona e la famiglia a diversi livelli e con diverse problematiche.

In ogni caso, al termine dei tradizionali percorsi di cura e riabilitazione, l'afasia diventa una disabilità cronica con cui dover imparare a convivere. Una disabilità che esce dalla sfera clinica ed entra definitivamente nella sfera sociale della persona e della famiglia. La mancanza di ulteriori interventi in grado di far fronte ai problemi ancora presenti, spesso porta l'afasico od i familiari a rivolgersi ancora ai Servizi, chiedendo ulteriori cicli di riabilitazione che però risulterebbero di scarsa utilità, visto che non vi sono ulteriori margini di recupero di ciò che si è perduto.
Questa situazione critica ha portato alla luce il bisogno di ulteriori interventi, non più focalizzati sulla perdita, ma, semmai sulle risorse ancora disponibili. Un ambito di intervento non più confinato alla sola sfera clinica, ma piuttosto in collegamento con gli aspetti legati alla vita sociale e relazionale delle persone afasiche.






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